Natale dei bambini in Kenya

La tradizione del festeggiamento di Natale in Kenya ha origini abbastanza recenti e cioè da quando arrivarono i primi missionari, a metà del ottocento.

Oggi in Africa i cristiani sono circa 400 milioni, non tutti praticanti.
Per coloro che se lo possono permettere, a Natale ci si scambia dei regali come noi Europei.

Tuttavia, la festività non ha assunto il carattere commerciale come da noi e l’enfasi rimane principalmente sull’aspetto religioso. Infatti, il regalo più frequente è un completo nuovo per la messa natalizia. Nelle comunità più povere, i doni assumono un aspetto più pratico, libri per la scuola, sapone, stoffa, candele e altri oggetti di prima necessità e utilità.

Il 25 dicembre è un giorno di grande gioia in cui si festeggia con ciò che la terra e la natura ti offrono. Grandi e piccoli cantano, ballano e mangiano insieme.

Purtroppo, in tanti paesi hanno poco da festeggiare, specialmente in questo periodi di pandemia in cui è venuto a mancare la fonte economica più importante, il turismo.

Ne soffre tutta la popolazione ma specialmente i ragazzi e i bambini in Kenya, ai quale è venuto a mancare anche l’istruzione.

Perciò auguriamo ai nostri bambini in Kenya un sereno e felice Natale e un anno 2021 che possa portare la loro vita alla normalità, già povera di suo.

Un grande augurio per Natale a tutti i nostri sostenitori e un felice anno, GRAZIE di averci aiutato a dare un piccolo aiuto ai bambini in Kenya.

Recinto della Wisdom School

Wisdom School

Cari amici,

siamo sempre sotto la pandemia e pare che non se ne esca molto presto. Lo stesso vale per il Kenya dove non hanno ancora riaperte le scuole, ma si spera che presto riprendono le lezioni. Quindi bisogna accelerare i lavori del recinto che è necessario per legge per poter continuare a dare istruzioni ai bambini della nostra scuola Wisdom School a Jimba. Abbiamo provveduto a mandare gli aiuti finanziari per finire i lavori e Tom, il nostro collaboratore sul posto, si sta dando da fare a procedere con la costruzione. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuiti con le donazioni ad aiutare per questo nostro progetto. C’è ancora molto da fare e non solo per la scuola, ma anche per le famiglie in difficoltà e soprattutto i bambini e ragazzi, a finché possano andare a scuola, ricevere istruzioni e farsi un futuro.

Aiuta anche tu

Un anno di scuola in Kenya perso

Scolari

La scuola in Kenya riprende con regolari lezioni solo a gennaio 2021.

La decisione è stata presa dal ministro dell’Educazione Magoha in base alla tendenza all’aumento di casi di Covid-19 nel paese. Uno dei punti fondamentali da organizzare è il rispetto delle distanze sociali e quindi le scuole riapriranno solo se i casi si ridurranno costantemente.

Solo i college e le università riaprono a settembre, ma a osservanza stretta del protocollo per la sicurezza e il contenimento del virus.

Il protocollo prevede che il numero massimo di studenti in una classe sarà tra 15 e 20 e ogni studente sarà dotato di due mascherine. Inoltre tutte le scuole saranno dotate di termometri per misurare la temperatura di tutte le persone, studenti e docenti che vorranno accedere alle istituzioni scolastiche.

Quindi la situazione Covid-19 in Kenya è appena all’inizio e il paese ne risentirà gravemente.

Grazie ai nostri donatori possiamo dare una mano in questo difficile momento alla nostra insegnante e a famiglie in difficoltà.

Dona anche tu!

Nuovi materassi al Lea Mwana

Un giorno felice per i piccoli dell’orfanotrofio del Lea Mwana che ricevono nuovi materassi per i letti, grazie a Progetto Lucy Smile. Una gioia, probabilmente incomprensibile per noi occidentali, in quanto, per noi è normale avere un materasso pulito e intatto. Non è cosi per i bambini in Kenya, che spesso dormono nelle capanne in terra senza tante comodità, ma comunque felici.

Grazie a tutti i sostenitori del Lea Mwana che contribuiscono affinché questi bambini possono vivere sereni. Ogni piccolo contributo serve e fa sì che possiamo aiutare qualcuno.

Non è importante quanto si dà, ma come si dà, cioè col cuore.

GRAZIE!

10 imperdibili film girati in Kenya

I film girati in Kenya non sono tantissimi, ma nemmeno pochi e anche di un certo spessore. Raccontano questo paese, i suoi luoghi, la sua gente e anche storie veramente accadute. Qui di seguito i film più significativi, oltre che premiati dalla critica cinematografica. Il Kenya con il suo paesaggio unico rappresenta l’Africa e si presta come luogo ideale per la sceneggiatura.

LA MIA AFRICA

Film più famoso e celebrato, girato in Kenya, che ha portato più Oscar in assoluto, tra cui miglior regia a Sidney Pollack e miglior sceneggiatura. Si tratta della vera storia di Karen Blixen. Ancora oggi esiste il bar Karen Blixen a Malindi in suo onore.

IL GIARDINIERE TENACE

Si tratta di un romanzo di fantasia dello scrittore britannico John Le Carré. Il film, che si avvale dell’interpretazione di Ralph Fiennes, non sempre all’altezza ma soprattutto di quella dell’affascinante e bravissima Rachel Weisz, che le valse un premio Oscar come migliore attrice non protagonista. Il film ha vinto anche il Golden Globe ed ha avuto altre due candidature all’Oscar.

SPIRITI NELLE TENEBRE

Il film è girato tra Nairobi e Mombasa ed è la ricostruzione di un fatto realmente avvenuto, la presenza di due leoni affamati durante la costruzione di un ponte della ferrovia sul fiume Tsavo nel 1894 in Kenya con la grande interpretazione di Michael Douglas.

QUALCOSA CHE VALE

Rock Hudson e Sidney Poitier, due tra i più importanti attori del Dopoguerra, sono i protagonisti del film del 1957 tratto dall’omonimo romanzo di Robert C. Ruark. Nel lungometraggio sono riprese dal vivo anche tradizioni kikuyu nei villaggi alle pendici del Monte Kenya per prima volta nella storia del cinema.

SOGNANDO L’AFRICA

Trattasi della storia vissuta di Kuki Gallmann. E’ un film da vedere soprattutto perché non mancano le scene magiche nell’altopiano di Laikipia dove la Natura si prende la scena. L’amore di Kuki Gallman per la sua Africa e le sue battaglie per proteggerla sono un buon motivo per conoscere la sua storia anche attraverso il grande schermo.

MISFATTO BIANCO

Un’altra storia vera o, meglio, un fatto di cronaca nera ancora irrisolto nel Kenya coloniale. L’omicidio di un giovane che aveva passato la notte con la moglie del nobile Lord Erroll, prominente expat britannico a Nairobi, ricadono inevitabilmente sull’eccentrico uomo, interpretato da Charles Dance.

NEL CONTINENTE NERO

Il film di Marco Risi con Diego Abatantuono è sicuramente il più importante film italiano girato in Kenya. Racconta la storia di un fantomatico italiano, tra polizia corrotta, intrallazzi e gente che, pur capitando nella meravigliosa Africa, finiva per riproporre in una terra vergine e lontana, un sistema per cui spesso il nostro Paese e i nostri connazionali vengono criticati.

MASAI BIANCA

Sempre un film tratto da una storia vera che ha inaugurato una certa letteratura sentimentale basata su rapporti tra partner occidentali e keniani. Le differenze sociali e culturali alla fine salteranno fuori e condizioneranno il futuro.

NOWHERE IN AFRICA

Uno dei film tedeschi più importante girato in parte in Kenya. Non a caso la pellicola (titolo originale “Nirgendwo in Africa”) tratta dall’omonimo romanzo, si è guadagnata nel 2003 un Oscar per il miglior film straniero. E’ la storia di una famiglia ebrea che all’inizio della segregazione razziale in Germania, si trasferisce in Kenya.

SAFARI

Alla base di questo film, girato nel 1956 tratta l’intreccio dell’efferatezza della caccia, di quella della rivolta dei Mau Mau e dei rapporti tra mzungu in Kenya è alla base di questo film. Trattasi di uno dei primi drammoni a raccontare l’Africa coloniale che si ribella.

Silvia Romano

In questo momento drammatico finalmente una meravigliosa notizia: Silvia Romano è stata liberata. Grazie alle donne e gli uomini dei servizi Intelligence esterna. Silvia ti aspettiamo in Italia!”

Silvia Romano era alla sua seconda esperienza di volontariato in Kenya, era rientrata qualche settimana in Italia per poi ripartire per l’ Africa. E’ stata rapita il 20 novembre 2018 sottratta alla sua attività umanitaria a Chakama, un villaggio a 80 km da Malindi. Per ben 17 mesi non si è saputo più niente di lei. 12 mesi fa era arrivata la notizia che fosse morta, uccisa in uno scontro di fuoco, ma i genitori non hanno mai perso le speranze. Oggi finalmente la splendida notizia.

Il padre della ragazza, Enzo Romano ha detto: “ Questa è una bellissima notizia, ancora non ho parlato con Silvia e non ho avuto nessuna comunicazione ufficiale dalla Farnesina, non li ho ancora sentiti. Ora ho solo bisogno di pensare, di ragionare è un momento delicato. La felicità è talmente grande che scoppia, non mi interessa di nessun altro, solo di riabbracciare mia figlia dopo 17 mesi.” Mentre la madre si è detta felicissima e frastornata.

Anche Silvia Romano si fa sentire a gran voce:” Sono stata forte e ho resistito, non vedo l’ ora di rientrare in Italia.”

Secondo fonti di Intelligence , l’ operazione sarebbe iniziata all’alba del 9. Maggio. Silvia sarebbe stata liberata con un blitz coordinato tra forze italiane e turche a 30 km da Mogadiscio in una zona resa difficilmente praticabile dalle forti piogge cadute in questi giorni.

Domani in giornata Silvia Romano atterra a Roma Ciampino e sarà immediatamente ascoltata dai PM della Procura di Roma, che sulla vicenda hanno avviato un’indagine per rapimento a scopo terroristico.

Silvia ti aspettiamo a braccia aperte.

Aiuto concreto per il Kenya

Salve amici,

in questo periodo di Corona Virus siamo ancora più presenti, per far sentire le nostri voci e soprattutto per dare un aiuto concreto per il Kenya. Abbiamo continuato ad inviare denaro in Kenya, viveri e beni di prima necessità.

La nostra cara amica nonché tesoriera , Laura Tamburini, dell’ Associazione Lucy Smile ODV a Malindi, con il suo gran cuore ha fatto produrre mascherine, al momento obbligatorie anche in Kenya, e una parte le ha donate al “Lea Mwana” un orfanotrofio sostenuto al 100% da Lucy Smile e le altre a gran parte della popolazione.

Sono i piccoli grandi gesti che fanno la differenza, la solidarietà è un gesto che arricchisce ognuno di noi, pensare anche agli altri fa bene al cuore e non solo. Proprio per questo anche noi dell’ Associazione Jimba Care ODV continuiamo ad aiutare il più possibile la popolazione ma abbiamo un gran bisogno di tutti voi perché anche l’ Associazione stessa inizia ad avere difficoltà sostanziali. Aiutateci e aiutiamoci tutti solo così le persone torneranno ad essere unite e ad aiutare concretamente bambini che muoiono di fame.

Grazie

Kenyatta National Hospital

Da qualche mese in tutto il mondo non si fa che parlare del Corona Virus. Grazie a quest’ultimo le nostre vite sono state bruscamente stravolte, ci sono malati, ci sono decessi, c’ è una grossa crisi economica ma per fortuna ci sono anche dei miglioramenti, dei progressi e con calma forse anche un ritorno alla normalità.

Certo per riprendersi ci vorrà tanto sacrificio, solidarietà e aiuto perché già molte famiglie non riescono a fare la spesa e sostenere le altre spese quotidiane.

Nonostante ciò’ mi soffermo su una realtà che trovo altrettanto raccapricciante. Una malattia che si aggira nel mondo da secoli: IL CANCRO.

IL cancro non ha età, colpisce tutti, purtroppo anche i bambini. Fortunatamente ci sono luoghi nel mondo dove i bambini vengono curati, monitorati costantemente e hanno grosse probabilità di sopravvivenza; al tempo stesso c’è il Kenya (Africa) dove i bambini non hanno modo di esser curati e spesso si ritrovano davanti alla morte, in un’ età troppo tenera per accettare tale situazione e ad oggi in una realtà già drammatica di per sé si è aggiunto il Corona Virus.

Fortunatamente ci sono persone, associazioni che desiderano migliorare la vita di queste persone e aiutano per quel che possono.

Un mio caro amico keniano, Ireri Wisithsvu, medico e volontario all’ospedale Kenyatta National Hospital di Nairobi ha ricevuto dalla Onlus tedesca “ Home of smile”, gestita da un altro mio amico tedesco : mascherine, prodotti per l’ igiene, giocattoli e tanto altro per far fronte a questa grossa crisi che è in pieno atto anche in Kenya.

Di fronte a questa situazione e ai bambini malati di cancro, ci sono persone che nonostante tutto pensano agli altri, a chi sta peggio di noi, proprio come sta facendo Achim, il presidente e unico proprietario della “Home of smile”.

Anche noi come associazione Jimba Care abbiamo desiderio di aiutare e abbiamo donato soldi alle famiglie in difficoltà affinché possano nutrirsi e avere beni di prima necessità.

Siamo consapevoli di non riuscire ad aiutare tutti ma nel nostro piccolo ognuno di noi può fare qualcosa, pertanto vi chiedo gentilmente di aiutarci per rendere il più possibile dignitosa la vita di questi bambini. L’ infanzia non dovrebbe essere turbata da niente. I bambini dovrebbero pensare solo a ridere, giocare e farsi coccolare, non è umano vedere la tristezza nei loro occhi come non è umano non avere forze a causa della malattia e della denutrizione. Il sorriso di un bambino è un dono per ognuno di noi per questo vi chiedo nuovamente di aiutarci per dare un sostegno a ogni bimbo che lotta tutti i giorni per la sopravvivenza.

COVID-19 in Kenya

Il Coronavirus è arrivato in Africa e le autorità keniani hanno reagito tempestivamente per affrontare la pandemia tempestivamente:

13.03.2020

Il primo caso si è registrato a Nairobi e si tratta di una donna keniana con doppia cittadinanza americana e keniana di 27 anni che secondo quanto riferito dal Ministero e riportato dalle agenzie di Stampa locali, il 5 marzo ha viaggiato dagli Stati Uniti via Londra, per tornare nella capitale keniana dove vive.

Nel comunicato stampa viene precisato che fin dai primi casi riscontrati in Cina il Governo sta lavorando per migliorare i servizi di isolamento e terapia intensiva, ma anche di stare tranquilli perché è appurato che il virus può essere curato in casa, in auto quarantena, e che la mortalità riguarda al 99% i malati cronici e le persone anziane con patologie, che ovviamente cercheranno di essere curate come si conviene.

In seguito alla conferma del primo caso di Coronavirus in Kenya, il Governo del Paese africano ha vietato tutti gli incontri pubblici, compresi i raduni religiosi, gli eventi sportivi e quelli interscolastici, oltre ad ogni attività pubblica per poter prevenire la situazione.
Il Ministro ha anche ordinato ai fornitori di trasporto pubblico di iniziare immediatamente a fornire disinfettanti per le mani ai loro passeggeri e di effettuare regolari pulizie sui loro veicoli per frenare.

15.03.2020

Il Kenya ha deciso con effetto nelle prossime 48 ore di chiudere le frontiere agli stranieri che arrivano da Nazioni che hanno anche un singolo caso di Covid-19.

18.03.202

Tutti i bar locali, i ritrovi dove si bevono alcolici auto prodotti (come il vino di palma o le grappe locali) e i locali notturni dovranno chiudere immediatamente.
I ristoranti e luoghi in cui si vende cibo dovranno rispettare altissimi standard di igiene.
Sono sospesi i matrimoni e i funerali, come eventi pubblici. Chiediamo alle famiglie di seppellire i propri cari privatamente.
E’ proibito per chiunque fare visita ai propri parenti in ospedale.
Tutti i dipendenti dell’ufficio del Governo della Contea di cui non è necessaria la presenza fisica e che non operano in unità di crisi, dovranno lavorare da casa.
Impartiremo prossimamente direttive ai trasporti pubblici locali, matatu e boda boda, e faremo rispettare quelle diramate dal Ministero dei Trasporti.

20.02.2020

Emergenza Coronavirus, da lunedì prossimo tutti i locali, bar, pubs, night clubs e ristoranti del Kenya dovranno chiudere fino a tempo indeterminato, a partire dalle 19.30 di ogni giorno.

22.03.2020

Da sette a quindici. In due giorni il numero di contagiati da Covid-19 in Kenya è più che raddoppiato.
L’ha appena comunicato il Ministro della Sanità del Kenya, Mutahi Kagwe in conferenza stampa ripresa dalle televisioni nazionali.

Il Kenya chiude le frontiere a tempo indeterminato.
Da mercoledì 25 marzo tutti i voli internazionali da e per il Kenya saranno bloccati. Solo ai voli cargo sarà permesso atterrare negli aeroporti internazionali del Paese.

25.03.2020

Nuovo Decreto:

1. Tutti voli internazionale sospesi

2. Chi non rispetta le regole dell’autoquarantena rischia l’arresto e accusa ai sensi della legge sulla sanità pubblica

3. Tutti bar chiusi, ristoranti solo da esporto

4. Trasporti pubblici, come gli autobus, non più di passeggeri consentiti

5. Dispenser con disinfettante in tutti luoghi pubblici

6. Coprifuoco dalle 19,00 alle 5,00

26.03.2020

Il Governo del Kenya ha annunciato il primo decesso collegato al Coronavirus nel Paese.
A quanto recita il comunicato diramato dal Ministero della Sanità, si tratta di un cittadino keniano di 66 anni malato da tempo di diabete.

L’annuncio ufficiale del presidente Kenyatta sulle le manovre Covid-19:

  1. sgravi fiscali 100%per redditi fino a € 210 lordi mensili

2. riduzione imposta PMI da 3 a 1%

3. € 100.000.000 per anziani, orfani e deboli

4. sospensione delle rate dei prestiti a partire dal 1. Aprile

5. diminuzione dell’IVA da 15 a 14% a partire dal 01. Aprile

6. accelerazione rimborso IVA

7. € 10.000.000 per assumere infermieri

8. Riduzione degli stipendi di:

– presidente e vicepresidente 80%

– ministri 30%

– segretari 30%

– vice ministri 20%

9. richiesta ad altri rami del governo a rinunci volontari

10. persone over 58 o con patologie rimangono a casa

11. banca centrale del Kenya abbassa le tasse

12. viene data più flessibilità alle banche per erogare prestiti alle aziende

30.03.2020

Dopo sedici giorni dalla “paziente Uno” i cui esami rivelarono la presenza di Covid-19 nell’organismo, oggi il Ministro della Sanità keniana Mutahi Kagwe nella consueta conferenza stampa del pomeriggio, ha annunciato otto nuovi contagiati nel Paese che portano il totale dei positivi a 50.

Entro una settimana potremmo avere 1000 casi nel Paese e dover applicare altre misure restrittive, e seguendo questo trend a metà aprile il numero dei contagiati potrebbe arrivare a 5000 e a fine mese a 10.000. Siamo impegnati a lavorare per gestire questo tipo di emergenza”

Terza aula Wisdom School

A Novembre 2019 sono stata (Dagmar) nuovamente in Kenya per essere presente e controllare i lavori della terza aula Wisdom School a Jimba.

Tante persone ci hanno aiutato a finché fosse possibile costruire la terza classe, GRAZIE!

Quando sono arrivata a inizio Novembre, inizialmente non ho potuto fare niente perché nonostante non fosse stagione delle piogge, pioveva ininterrottamente ed era tutto allagato.

Poi dopo una settimana, finite le piogge, abbiamo iniziato a tutta velocità.

Grazie a Tom, nostro amico e direttore dei lavori qui in Kenya, il quale ci aiuta sempre con tanto amore, è stato possibile terminare i lavori in 2 settimane e rendere possibile il ritorno degli alluni a Gennaio.

In tutto questo, Agnes, l’insegnante della scuola, era incinta al nono mese e ha partorito il 6 dicembre per San Nicola una bellissima bimba. NIA, benvenuta in questo mondo, il quale cerchiamo di rendere più bello per te e tutti gli altri bambini!

Aiuta anche tu!